Casa Sartori - Recupero dei rifiuti organici e biodegradabili

Il Polo di Casa Sartori, a Montespertoli (Firenze), è il più grande impianto di trattamento combinato anaerobico-aerobico del centro-sud Italia. Trasforma la frazione organica da rifiuti solidi urbani (FORSU) e i rifiuti verdi dei territori serviti da Plures Alia in compost e biometano.

 
Impianto - Casa Sartori

Il revamping

Il sito è stato oggetto di un intervento che ha visto la realizzazione di quattro digestori anaerobici per il trattamento dei rifiuti organici e la produzione di biogas, combustibile che, grazie a un processo di upgrading, viene trasformato in biometano, una fonte totalmente rinnovabile, flessibile, efficiente ed esempio perfetto di economia circolare. Fra i principali interventi, anche il revamping e il potenziamento della sezione compostaggio, già attiva a Montespertoli, e la riqualificazione complessiva dell’intera area grazie a un progetto architettonico ad alta sostenibilità che si sposa in pieno con il paesaggio del Chianti fiorentino. 

Il nuovo polo, rappresenta l’impianto di riferimento per il raggiungimento dell’autosufficienza nella gestione dei rifiuti organici urbani nella Toscana CentraleOltre il 50% dell’energia elettrica necessaria all’esercizio del sito è autoprodotta da pannelli fotovoltaici e dalla cogenerazione del biogas proveniente dalla sovrastante discarica, ormai in fase di gestione post-operativa.

A seguito del revamping, grazie ai nuovi biodigestori, ogni anno è possibile trattare complessivamente fino a 160.000 tonnellate di rifiuti, producendo 12 milioni di metri cubi di biometano e 35.000 tonnellate di fertilizzante. Il biometano è utilizzato per autotrazione.

La riqualificazione dell’area

Il progetto di potenziamento del Polo di Casa Sartori ha comportato una complessiva e radicale riqualificazione dell’intera area grazie a un progetto di notevole impatto e suggestione, firmato dall’architetto Pietro Giorgieri, professore di Urbanistica al dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze. 

Due i nuclei principali del progetto, capace di armonizzarsi in modo profondo con il paesaggio dei luoghi. Il primo è rappresentato dall’edificio di forma ellittica che ospita i servizi direzionali del polo impiantistico. Sviluppato su tre livelli, con le pareti esterne interamente rivestite da doghe di legno di diversa grandezza e vari colori, che riprendono quelli della natura circostante, l’edificio ospiterà due rigogliosi giardini, uno interno e uno che andrà a occupare l’intera superficie del tetto. Il secondo edificio oggetto di particolare attenzione è quello che ospita i digestori anaerobici, che risulta adesso come avvolto da un involucro in metallo dorato, una specie di rete preziosa e scintillante, che lo valorizza come il vero cuore produttivo dell’intero complesso. Molto attenta la cura del verde, con 360 alberi (cipressi, ulivi, aceri) piantati all’interno del perimetro del Polo, dove sono presenti anche 350 arbusti di vario genere e 1500 piante officinali.

Casa - Sartori
Esterno dell’impianto.